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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 23/11/2016

All'indirizzo http://dirittodellavoro.diritto.it/docs/38832-il-termine-di-chiusura-del-procedimento-disciplinare-si-raddoppia-solo-se-la-sanzione-superiore-a-10-giorni

Autore: Silvio Quinzone Garofalo

Il termine di chiusura del procedimento disciplinare si raddoppia solo se la sanzione è superiore a 10 giorni

Il termine di chiusura del procedimento disciplinare si raddoppia solo se la sanzione è superiore a 10 giorni

Pubblicato in Diritto civile e commerciale il 23/11/2016

Autore

47564 Silvio Quinzone Garofalo

Qui la sentenza n. 165/2014 - 9/7/2014 - Tribunale

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Il termine di chiusura del procedimento disciplinare si raddoppia solo se la sanzione è superiore a 10 giorni Giudice del Lavoro – Impugnazione sanzione disciplinari di tre giorni di sospensione con privazione della retribuzione da parte dell’UCPD – Accoglimento – Illegittimità della sanzione per mancato rispetto del termine di 60 giorni per la conclusione del procedimento disciplinare
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Massima:
Nei casi in cui il dirigente scolastico titolare decide di investire, avuta notizia di comportamenti rilevanti ai fini dell’apertura di un procedimento disciplinare, l’Ufficio Competente per i Procedimenti Disciplinari (UCPD) ai sensi dell’art. 55 bis, comma 4, del D. L.vo 165/01, il termine di chiusura del procedimento disciplinare avviato si raddoppia solo se la sanzione da applicare sia superiore ai 10 giorni (di maggiore gravità). Nel caso in cui la sanzione da applicare sia di minore gravità, va osservato il termine di 60 giorni.
******
Commento:
L’assunto affermato nella pronuncia annotata non pare corretto, perché in contrasto con i principi che reggono il procedimento disciplinare.
Ebbene, all’atto della trasmissione della notizia di comportamenti disciplinarmente rilevanti da parte del Dirigente scolastico all’UCPD, lo stesso ha fatto già una valutazione ex ante secondo quanto dice la normativa di riferimento (art. 55 bis, comma 3, del D. L. vo 165/01) ritenendo che la sanzione da applicare esuli dalla sua competenza (sospensione fino a  10 giorni).
L’UCPD, non potendo sapere in questa fase del procedimento la sanzione effettiva  che,
invece, va decisa  solo all’esito dell’espletata istruttoria ed in particolare del diritto al contradditorio del dipendente, segue la procedura del raddoppio del termine valutando ex ante (come fatto già dal D.S.) che trattasi di ipotesi in cui va applicata una sanzione più grave.
Ultimata l’istruttoria ed in base alla difesa del dipendente se l’UCPD decide, in ossequio  al principio della gradualità, appropriatezza  e proporzionalità della sanzione nonché di altri criteri che emergono solo dopo la fase istruttoria, del tipo:
 a) intenzionalità del comportamento, grado di negligenza, imprudenza, e imperizia dimostrate, tenuto conto anche della prevedibilità dell'evento;
b) rilevanza degli obblighi violati;
c) responsabilità connesse alla posizione di lavoro occupata dal dipendente;
d) grado di danno o di pericolo causato all'Amministrazione, agli utenti o a terzi ovvero al disservizio determinatosi;
e) sussistenza di circostanze aggravanti o attenuanti, con particolare riguardo al comportamento

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comportamento del lavoratore, ai precedenti disciplinari nell'ambito del biennio previsto dalla legge, al comportamento verso gli utenti;
f) al concorso nel fatto di più lavoratori in accordo tra loro,
di applicare una sanzione di minore gravità (inferiore o pari a 10 giorni) decadrebbe – secondo quanto statuito dal giudice del Tribunale di Lodi -  in automatico dall’azione disciplinare per violazione dei termini in quanto una tale sanzione avrebbe comportato il rispetto del termine di 60 giorni.
A sommesso parere di chi scrive, a seguire la tesi interpretativa sostenuta dal giudice del Tribunale di Lodi, si concretizzerebbe un’ipotesi di grave precostituzione della sanzione in quanto si dovrebbe decidere ex ante e non solo valutare ex ante qual è la sanzione da applicare. Pertanto, per ipotesi, se si decide, si ripete che ciò però dovrebbe essere fatto già nella fase preistruttoria, che la sanzione da applicare sarà di minore gravità, allora si segue il termine ridotto (60 giorni) se si decide a priori che la sanzione che sarà inflitta al dipendente sarà di maggiore gravità (120 giorni) allora si segue il raddoppio del termine. Tutto ciò a danno del dipendente e dei suoi diritti di difesa e di essere sottoposto ad un giudizio all’esito delle prove raccolte e di quelle provate a suo carico a conclusione della fase istruttoria.
Quanto affermato dal giudice genera qualche perplessità anche sotto il profilo procedurale, facciamo il caso di scuola con i termini osservati all’ultimo giorno utile per esercitare l’azione disciplinare:
Un Dirigente scolastico titolare trasmette all’UCPD dell’ufficio scolastico territorialmente competente entro i canonici 5 giorni (art. 55, 3° comma del D. Lgs. 165/2001) la documentazione a seguito della notizia di un comportamento disciplinarmente rilevante di un dipendente che presta servizio presso il proprio istituito scolastico. L’ UCPD  decide di
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