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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 27/09/2016

All'indirizzo http://dirittodellavoro.diritto.it/docs/38634-il-danno-comunitario-nel-caso-di-abuso-di-contratti-a-termine-natura-e-misura-del-risarcimento

Autore: Viceconte Massimo

Il danno comunitario nel caso di abuso di contratti a termine: natura e misura del risarcimento

Il danno comunitario nel caso di abuso di contratti a termine: natura e misura del risarcimento

Pubblicato in Diritto del lavoro il 27/09/2016

Autore

45952 Viceconte Massimo

Qui la sentenza n. 5072 - 15/3/2016 - Corte di Cassazione

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Il danno comunitario nel caso di abuso di contratti a termine: natura e misura del risarcimento Recentemente le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno emanato una importante sentenza relativa al risarcimento del danno ex art. 36 d.lgs. n.165/2001  di cui in parte riproduciamo i contenuti.
 
Cassazione Sezioni Unite 15 marzo 2016 n.5072
Presidente Rovelli,Relatore Amoroso;Ric.Azienda Ospedaliera San Martino di Genova;Res.C.M. e G.S
 
Abuso di contratti a termine da parte della P.A.- Risarcimento del danno
Nel regime del lavoro pubblico contrattualizzzato, in caso di abusivo ricorso al contratto di lavoro a tempo determinato da parte di una P.A., il dipendente, esclusa la possibilità di conversione del rapporto, ha diritto al risarcimento del danno per l'illegittima precarizzazione nella misura e nei limiti di cui all'art. 32 comma 5 della legge n.183 del 2010 (Massima Ufficiale)
 
Abuso di contratti a termine da parte della  P.A.- Sanzione-Differenza di trattamento tra pubblico e privato –Danno comunitario
In presenza di abuso di contratti a termine da  parte della P.A.,considerato il profilo comunitario della fattispecie -delineato nell’accordo quadro allegato alla Direttiva1999/70/CE- e considerato il profilo dell’ordinamento nazionale –contenuto nel D.Lgs. 368/2001,attuativo del predetto accordo quadro-, ritenuta la disciplina differenziata tra lavoro pubblico e lavoro privato,ascrivibile alla diversa modalità di assunzione, e specificatamente per pubblico concorso ex art.97 Cost. quale mezzo ordinario  di assunzione  per il lavoro pubblico,che giustifica la diversa sanzione
a fronte  del danno derivante dalla violazione della clausola 5 del predetto accordo quadro-[ danno consistente in entrambi i casi nella prestazione di lavoro in violazione di disposizioni imperative e non già, in particolare nel caso del lavoro pubblico contrattualizzato,nella perdita  del posto di lavoro,peraltro inesistente, ma piuttosto jn tale ultimo caso si ravviserebbe  nella perdita di chances] ,la qual  sanzione  nel caso del lavoro privato consisterà nella conversione del rapporto o dei rapporti a termine in rapporto a tempo indeterminato con ulteriore corresponsione dell’indennita risarcitoria-con valenza tipicamente  sanzionatoria- nella misura ex art.32 ,comma 5 l. n.183/2010- da leggersi in chiave di contenimento del danno risarcibile- mentre nel caso del lavoro pubblico,a’sensi dell’art.36 D.lgs. n.165/2001, consisterà nel  solo risarcimento del danno, sempre nella misura ex art. 32 co.5 l.n.183/2010-ma in questo caso da leggersi  in

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in chiave agevolativa, in quanto danno presunto  con  portata sanzionatoria della violazione della norma comunitaria( c.d. danno comunitario) non essendo peraltro preclusa la  prova di danno patrimoniale più elevato, sicchè la misura dissuasiva ed il rafforzamento della tutela del lavoratore pubblico, quale richiesta dalla giurisprudenza della Corte di giustizia europea, è da ravvisarsi in questa agevolazione della prova.(Massima ufficiosa)
 

Le Sezioni unite espongono lo svolgimento del  processo.
Omissis
<Il Tribunale di Genova - previo incidente di pregiudizialità comunitaria, in ordine alla compatibilità con la direttiva 1999/70/CE della disciplina interna nella parte in cui preclude per il settore pubblico (a differenza di quello privato) la tutela della costituzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato in caso dì violazione delle norme in tema di apposizione del termine - ha dichiarato illegittimo l'ultimo dei contratti stipulati dai lavoratori (per mancata indicazione delle causali giustificative), condannando l'ente al risarcimento del danno, secondo quanto previsto dall'art. 18, quarto e quinto comma, legge 20 maggio 1970, n. 300, utilizzato quale criterio di parametrazione adeguato, effettivo e dissuasivo, in linea con i parametri indicati dalla Corte di giustizia U.E.>
 
Omissis
 
Seguono quindi i  motivi della decisione.
Particolarmente significativo il riconoscimento di una disciplina differenziata tra pubblico e privato sul punto di diritto in discussione.
Omissis
<La Corte costituzionale (sent. 27 marzo 2003, n. 89) ha ritenuto che la disposizione in esame (art. 36 d.lgs. n. 165/2001), per la parte in cui non consente, a differenza di quanto accade nel rapporto di lavoro privato, che la violazione di disposizioni imperative riguardanti l'assunzione o l'impiego di lavoratori possa dar luogo a rapporti di lavoro a tempo indeterminato con le pubbliche amministrazioni, non viola gli arti. 3 e 97 Cost. . E’ infatti, giustificata la scelta del
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