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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 21/06/2016

All'indirizzo http://dirittodellavoro.diritto.it/docs/38375-per-violazioni-in-materia-di-distacco-e-appalto-l-intermediazione-illecita-di-manodopera-senza-sanzione-penale

Autore: Graziotto Fulvio

Per violazioni in materia di distacco e appalto l’intermediazione illecita di manodopera è senza sanzione penale

Per violazioni in materia di distacco e appalto l’intermediazione illecita di manodopera è senza sanzione penale

Pubblicato in Diritto penale, Diritto del lavoro il 21/06/2016

Autore

50130 Graziotto Fulvio
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Per violazioni in materia di distacco e appalto l’intermediazione illecita di manodopera è senza sanzione penale Dopo la depenalizzazione è applicabile la sanzione amministrativa a meno che non vi sia lo sfruttamento di minori, nel qual caso la circostanza aggravante è ora un'ipotesi autonoma di reato.
 
Decisione: Sentenza n. 10484/2016 Cassazione Penale - Sezione III
Classificazione: Lavoro, Penale
Parole chiave: appalto - distacco - intermediazione illecita di manodopera – depenalizzazione
 
Il caso.
Due aziende avevano concordato tra di loro una "cessione" di lavoratori qualificandola come distacco pur in assenza dei requisiti richiesti dal Decreto Legislativo 276/2003, e venivano condannate a pagare 21mila euro per intermediazione illecita di manodopera.
I due responsabili propongono ricorso per cassazione, e la Suprema Corte annulla la sentenza impugnata senza rinvio perché il fatto non è previsto dalla legge come reato.
 
La decisione.
La Cassazione, dapprima precisa che «Il decreto legislativo del 15 gennaio 2016, n. 8 - pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 23 gennaio 2016 e in vigore dal 6 febbraio 2016 - ha depenalizzato l'ipotesi base del reato di intermediazione illecita di manodopera per violazione delle disposizioni in materia di appalto e distacco (art. 18, comma 5-bis), non anche invece l'ipotesi aggravata relativa allo sfruttamento dei minori, nel caso di specie non contestata e neppure astrattamente configurata.
A tale conclusione si giunge considerando che l'art. 1 d.lgs. n. 8 del 2016 dispone
(al primo comma) che "non costituiscono reato e sono soggette alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro tutte le violazioni per le quali è prevista la sola pena della multa o dell'ammenda"».
Poi chiarisce che «Nel caso di specie, il reato di cui all'art. 18, comma 5-bis, d. Igs. n. 276 del 2003 è punito nella fattispecie base con la pena della sola ammenda.
Il comma 2 dell'art. 1 d.lgs. n. 8 del 2016 precisa che "la disposizione del comma 1 si applica anche ai reati in esso previsti che, nelle ipotesi aggravate, sono puniti con la pena detentiva, sola, alternativa o congiunta a quella pecuniaria. In tal caso, le ipotesi aggravate sono da ritenersi fattispecie autonome di reato".
Pertanto, qualora il reato de quo (appalto privo dei requisiti di cui all'articolo 29, comma 1, e

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e di distacco privo dei requisiti di cui all'articolo 30, comma 1) sia commesso mediante lo sfruttamento di minori (che, di regola, si ha con l'avviamento al lavoro di soggetti minori di 15 anni o che non abbiano concluso il periodo di istruzione obbligatoria, o ancora minori compresi tra i 15 e i 18 anni per adibirli ai lavori espressamente vietati dall'art. 6, L. 17 ottobre 1967, n. 977, come modificato dal D.Lgs. 4 agosto 999, n. 345 e quindi dal D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 262), l'utilizzatore e il somministratore sono puniti con la pena dell'arresto fino a diciotto mesi e l'ammenda è aumentata fino al sestuplo. In siffatto caso, la circostanza aggravante deve essere considerata titolo autonomo di reato e la fattispecie aggravata si sottrae perciò alla depenalizzazione, al contrario dell'ipotesi base che invece ne rimane, come nella specie, investita, non essendo ravvisabili neanche le ipotesi di esclusione previste dal comma 3 dell'art. 1 d.lgs. n. 8 del 2016 secondo cui "la disposizione del comma 1 non si applica ai reati previsti dal codice penale, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 2, comma 6, e a quelli compresi nell'elenco allegato al presente decreto"».
Quindi trae la conseguenza: «Ne consegue che, in assenza di un'espressa esclusione, sono depenalizzate le fattispecie disciplinate dall'art. 18 del D.Igs. n. 276 del 2003 punite con la sola pena pecuniaria, tra cui il reato di "appalto illecito" e di "distacco illecito" (art. 18 comma 5-bis, in relazione, rispettivamente, all'art. 29, comma 1, e all'art. 30 comma 1), essendo tali fattispecie di reato, nella loro ipotesi-base, punite con l'ammenda di euro 50 per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di occupazione».
Da ultimo, affronta la questione della deroga al principio di legalità introdotto dal legislatore del 2016: «L'art. 8
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