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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 03/06/2016

All'indirizzo http://dirittodellavoro.diritto.it/docs/38301-il-d-lgs-n-81-2015-la-somministrazione-di-lavoro

Autore: Giulia Cauduro

Il D.Lgs. n. 81/2015: la somministrazione di lavoro

Il D.Lgs. n. 81/2015: la somministrazione di lavoro

Pubblicato in Diritto del lavoro il 03/06/2016

Autore

50327 Giulia Cauduro
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Il D.Lgs. n. 81/2015: la somministrazione di lavoro Con il d.lgs. n. 81/2015 il legislatore è intervenuto a ridefinire il contratto di somministrazione di lavoro. L’art. 30 del sopracitato decreto prevede che: “Il contratto di somministrazione di lavoro è il contratto, a tempo indeterminato o determinato, con il quale un’agenzia di somministrazione autorizzata, ai sensi del decreto legislativo n. 276 del 2003, mette a disposizione di un utilizzatore uno o più lavoratori suoi dipendenti, i quali, per tuta la durata della missione, svolgono la propria attività nell’interesse e sotto la direzione e il controllo dell’utilizzatore” Il tutto avviene, dunque, mediante la stipula di due contratti:
-  Di somministrazione (fra utilizzatore e somministrante);
-  Di lavoro (fra somministrante e lavoratori)
conclusi tra tre soggetti diversi (somministrante ossia l’Agenzia per il lavoro[1] che fornisce il lavoratore, l’utilizzatore vale a dire l’azienda o l’impresa che usufruisce della prestazione lavorativa e il lavoratore).
La somministrazione può essere di due tipologie a tempo determinato e a tempo indeterminato.
Partendo dalla somministrazione a tempo indeterminato è stato abrogato l’art. 20 del D.Lgs. n. 276/2003 e, pertanto, è stata eliminata la condizione di liceità per la quale la somministrazione di lavoro era ammessa solo per lo svolgimento di alcune attività e servizi. Oggi, invece, è stata inserita la clausola di contingentamento per la quale i lavoratori somministrati, con contratto di
somministrazione di lavoro a tempo indeterminato, non possono eccedere il 20% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza presso l’utilizzatore dal 1° gennaio dell’anno di stipula del predetto contratto.
Una delle novità più rilevanti introdotte dal D.Lgs. 81/2015 è quella contenuta nel co. 1 dell’art. 31 ove si impone all’Agenzia di somministrazione di assumere a tempo indeterminato il lavoratore da inviare presso l’utilizzatore.
In particolare, nel caso dell’apprendista questo viene assunto a tempo indeterminato dall’Agenzia per il lavoro mediante contratto di apprendistato professionalizzante in forma scritta.
L’eventuale patto di prova potrà essere apposto al momento dell’assunzione secondo quanto stabilito dalla disciplina collettiva. Ovviamente, la durata del contratto di somministrazione non può avere una durata inferiore al periodo di apprendistato previsto dal CCNL applicato nell’impresa utilizzatrice.
In questo modo viene subordinata la stipula del contratto di somministrazione a tempo indeterminato

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indeterminato all’assunzione a tempo indeterminato da parte dell’agenzia dei lavoratori da inviare in missione.
Per quanto riguarda la somministrazione di lavoro a tempo determinato questa è ammessa nei casi e nei limiti stabiliti dalla contrattazione collettiva. Ciò significa che nel caso in cui la contrattazione collettiva non preveda alcuna percentuale di contingentamento, non vi sarà alcun limite quantitativo alla somministrazione di lavoro.
L’art. 32 del D.Lgs. 81/2015 individua i casi tassativi in cui è fatto divieto di stipulare un contratto di somministrazione di lavoro:
a) Per la sostituzione di lavoratori che esercitano il diritto di sciopero;
b) Presso unità produttive nelle quali si è proceduto, entro sei mesi precedenti, a licenziamenti collettivi che hanno riguardato lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di somministrazione;
c) Presso unità produttive nelle quali sono operanti una sospensione del lavoro o una riduzione dell’orario in regime di cassa integrazione guadagni;
d) Da parte di datori di lavoro che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi in applicazione della normativa di tutela della salute.[2]
Ai divieti sanciti dall’art. 32 può essere affiancata altresì la disposizione dell’art. 47, co. 7, d.lgs. n. 81/2015 che esclude la possibilità di utilizzare apprendisti con contratto di somministrazione a tempo determinato.[3]
Tra i divieti si annovera anche l’art. 31, co. 2, d.lgs. 81/2015 che esclude l’applicazione della disciplina della somministrazione a tempo indeterminato nei confronti della P.A. “fermo quanto disposto dall’art. 36 d.lgs. 165/2001”. Con tale ultimo inciso viene consentito anche alla P.A. di utilizzare il contratto di somministrazione a tempo determinato, nel rispetto delle procedure di reclutamento vigenti.
Tra le menzionate menzionate disposizioni un ruolo essenziale è svolto dagli artt. 35 e 36 D.Lgs. 81/2015, i quali disciplinano gli aspetti fondamentali della gestione del rapporto di lavoro.
L’art.
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