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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 16/05/2016

All'indirizzo http://dirittodellavoro.diritto.it/docs/38224-se-il-lavoratore-oppone-problemi-di-salute-sul-mutamento-di-mansioni-c-l-obbligo-di-vista-medica

Autore: Graziotto Fulvio

Se il lavoratore oppone problemi di salute sul mutamento di mansioni c’è l’obbligo di vista medica

Se il lavoratore oppone problemi di salute sul mutamento di mansioni c’è l’obbligo di vista medica

Pubblicato in Diritto del lavoro il 16/05/2016

Autore

50130 Graziotto Fulvio
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Se il lavoratore oppone problemi di salute sul mutamento di mansioni c’è l’obbligo di vista medica Nei casi in cui il lavoratore oppone rifiuto al mutamento di mansioni basato su problemi di salute, l'onere della prova relativo alla inidoneità incombe sul datore di lavoro, sul quale scatta l'onere di sottoporre il lavoratore a visita medica.
 
Decisione: Sentenza n. 4502/2016 Cassazione Civile - Sezione Lavoro
Classificazione: Lavoro
Parole chiave: nuova mansione lavorativa - incompatibilità - onere della prova - visita medica
 
Il caso.
Una cooperativa di consumo chiedeva a una lavoratrice di prestare servizio nei turni presso il banco dei prodotti ittici, ma la donna opponeva rifiuto sostenendo di essere fisicamente non idonea a prestare qualsiasi attività a contatto del pesce fresco.
La cooperativa procedeva al licenziamento che veniva confermato dal giudice in primo grado, il quale riteneva ingiustificato il rifiuto opposto dalla donna.
La Corte di Appello, ritenendo che la prova della inidoneità non potesse porsi a carico della lavoratrice, ribaltava la decisione.
Nel successivo ricorso in Cassazione, la Suprema Corte conferma la decisione del giudice di appello.
 
La decisione.
la cooperativa riteneva incombere l'onere della prova della inidoneità alle nuove mansioni sulla lavoratrice: così si legge in sentenza: «Lamenta che la sentenza impugnata ritenne certa la conoscenza dell'azienda in ordine ai (dedotti) problemi di salute o di incompatibilità della lavoratrice nel contatto col pesce. Evidenzia che quest'ultima non
produsse mai alcun certificato medico attestante tale incompatibilità, sicché l'azienda provvide legittimamente allo spostamento presso il reparto pesce (nel rispetto della qualifica posseduta)».
La cooperativa sosteneva, infatti, che l'obbligo di sottoporre la lavoratrice a visita medica previsto dall'art. 41 del Decreto Legislativo n. 81/2008 sorgesse solo nei casi in cui il lavoratore venga adibito a particolari mansioni ritenute potenzialmente pericolose, rimanendo in caso contrario tale onere gravante sul lavoratore.
La Cassazione, dopo aver esaminato congiuntamente i motivi di ricorso, li ritiene «in parte inammissibili (laddove mirano ad una diversa ricostruzione delle circostanze di causa, alla luce del novellato n. 5 dell'art. 360, comma 1, c.p.c. e si basano sulle norme del c.c.n.l. che non risulta prodotto in contrasto con l'art. 369 c.p.c.), per il resto infondati poiché basati sull'inesistente obbligo della lavoratrice di documentare sanitariamente la sua personale impossibilità (o estrema

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estrema difficoltà) di svolgere il lavoro presso il reparto pesce, ex art. 41 (che semmai avrebbe imposto alla cooperativa di far valutare l'idoneità delle nuove mansioni affidate alla lavoratrice, art41, comma 2, lett b) e d), non rilevando nella specie il comma 1, ed in particolare la sua lettera b) che subordina l'intervento sanitario richiesto dal lavoratore alla condizione che esso sia ritenuto dal medico competente correlato a specifici rischi lavorativi), rilevando a questo punto, come esattamente evidenziato dalla sentenza impugnata, gli obblighi di sicurezza (art 2087 cc.) e di correttezza e buona fede nell'esecuzione del contratto (art 1375 c.c.), che avrebbero imposto alla datrice di lavoro, una volta informata della incompatibilità o seria difficoltà da parte della lavoratrice a svolgere il lavoro presso il reparto del pesce (circostanza ritenuta dalla Corte di merito sostanzialmente pacifica, e comunque confermata dalla riunione svoltasi sul punto, in cui pacificamente si parlò della difficoltà della Battinelli di lavorare a contatto col pesce, v. pag. 46 ricorso), di adottare le misure alternative e possibili (in assenza di difformi deduzioni da parte della Cooperativa) al licenziamento. A tal fine, seppure improprio il richiamo al repechage, rileva che l'azienda non dimostrò, in conformità dell'obbligo di correttezza nell'esecuzione del contratto, di non poter adibire la lavoratrice ad altre mansioni se non a quelle del banco del pesce».
 
Osservazioni.
La Suprema Corte conferma un principio importante relativamente all'applicazione dell'art. 41 del Decreto Legislativo n. 81/208: nei casi in cui il lavoratore solleva questioni attinenti a incompatibilità alla nuova mansione dovute a problemi di salute, scatta l'onere a carico del datore di lavoro di sottoporre il lavoratore a visita medica in occasione del mutamento di mansioni.

 
Disposizioni rilevanti.
Codice Civile
Vigente al: 11-5-2016
 
Art. 1375 - Esecuzione
[...]
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